venerdì 4 novembre 2016

4.11.1991 - 4.11-2016 25 anni fa nasceva Planet Rock


Logo di Planet Rock disegnato da Ice One

Il 4 novembre del 1991 alle ore 21.00 Radio Rai mandava in onda per la prima volta, Planet Rock, un programma musicale destinato a segnare un epoca e che ha rappresentato una vera e propria rivoluzione culturale. a Planet Rock sono legato in maniera viscerale perché quel programma mi ha visto protagonista nelle vesti di ascoltatore e non solo, come leggerete di seguito, ma anche perché mi ha dato l'opportunità di cimentarmi davanti al microfono, come conduttore in una sola occasione e svariate volte come ospite, prima di diventare a mia volta un professionista della radio nella mia città natale. Planet Rock mi ha dato l'occasione di trasformare la passione in lavoro, mi ha fatto diventare, mio malgrado, un personaggio e, soprattutto, mi fa fatto stringere solidi rapporti di amicizia con i suoi conduttori, con Rupert in particolare, e con tanti ascoltatori che trascorrevano le serate ad ascoltare la radio invece che guardare la tv. Erano anni in cui si comunicava tramite lettere, cartoline, fax. Non esistevano ne internet ne i social media, ma si creò lo stesso una grande comunità. Quella che segue è la storia ragionata di quella epopea entrata nel mito perché riuscì ad abbattere gli steccati di genere presenti nella musica, aprendo un mondo musicale sconfinato, per migliaia di giovani che non volevano uniformarsi al "sentire" comune, cosa che ahimè oggi non esiste più. Tracce di Planet Rock si possono ascoltare nel sito dedicato dalle teche Rai. Buon ascolto e buona lettura.

1991
Planet Rock inizia ad orbitare il 4 novembre 1991 dagli studi di StereoRai in via Asiago 10 a Roma, con al microfono Luca De Gennaro e Gennaro Iannuccilli. La produzione è di Eodele Bellisario.
Eodele Bellisario in veste di fotografo 
Inizialmente il nuovo programma è intitolato: “Stereodrome presenta Planet Rock” e raccoglie l’eredità della fascia oraria serale 21.00 - 24.00 e, in parte, dei contenuti musicali di quella storica trasmissione di StereoUno che dal 1985 aveva rinnovato la tradizione che Radio Rai ha sempre avuto nel presentare programmi specificamente dedicati alla musica pop, rock e d’avanguardia.
Sia il titolo che la sigla fanno diretto ed esplicito riferimento al “Planet Rock” di Afrika Bambaataa & the Soul Sonic Force, brano (del 1982) che non solo rappresenta la pietra angolare dello stile Electro-funk e Hip hop ma che , inglobando il rap, la dance e il rock elettronico dei Kraftwerk in una anticipatrice fusione sonora, può essere considerato come il manifesto delle nuove prospettive creative che si stagliano sull’orizzonte della musica rock all’alba degli anni ’90.
Planet Rock, secondo l’idea originale di Luca De Gennaro, si propone di fornire il più ampio panorama sulla scena musicale contemporanea e di ridefinire i canoni e le modalità del linguaggio rock attraverso l’abbattimento degli steccati stilistici e la disintegrazione delle vecchie etichette di genere.

Si archiviava su cassetta

I primi mesi di P.R. sono segnati dall’esplosione del grunge con la trasmissione delle leggendarie performance dei Nirvana al Castello di Roma il 19 novembre 1991 e dei Pearl Jam al Sorpasso di Milano il 18 febbraio 1992. Questi due avvenimenti live costituiscono il punto di partenza della lunghissima serie di concerti dal vivo che P.R. diffonderà nel corso degli anni, a volte in partnership con la BBC e altre emittenti europee, altre volte in collaborazione con alcuni fra i maggiori festival musicali quali “Arezzo Wave” o il “Bristol Sound City”.

1992

Nella primavera del 1992 c’è il primo cambio di turno stagionale per i conduttori di P.R. con Alberto Campo, Marco Basso e Mixo che, dalla sede Rai di Torino, proseguono sul solco appena tracciato da ‘i Gennari’ (così Luca e Gennaro vengono affettuosamente chiamati dagli ascoltatori).
L’indimenticabile edizione torinese continua e rafforza la proposta di live, interviste esclusive e presentazioni di dischi in anteprima. Una rubrica di straordinario successo è quella della “Scaletta Ragionata” che vede protagonisti attivi gli ascoltatori che, sera dopo sera, presentano le proprie proposte discografiche.
E’ giusto nell’estate di quest’anno che i Planetari diventano un’inarrestabile forza propulsiva. Eliana Biolatti e Rosy Arlìa fondano il primo nucleo di quello che diventerà il “Planet Rock Fan Club” (inizialmente “Planet Rock Fun Club”), un club che raccoglie in breve tempo moltissime adesioni dagli ascoltatori di ogni parte della penisola.

Logo del Fan Club disegnato da Fabio Gaudio
Alla fine di ottobre 1992 c’è l’avvicendamento in conduzione con il ritorno dei pionieri Luca De Gennaro e Gennaro Iannuccilli, coadiuvati in regia e in redazione da Elena Frova. Si inizia ad utilizzare la Sala A del Palazzo della Radio di via Asiago a Roma per la realizzazione di concerti aperti al pubblico e prodotti da Planet Rock, sempre rigorosamente in diretta, con protagonisti tutti i gruppi dell’emergente e vivacissima nuova scena italiana.
L’esperto musicale Claudio Sorge collabora con la rubrica settimanale “Rumore” e il Dj DubMaster Spillus inizia a diffondere dalla sua “Astronaughty” i megamix reggae-dub-jungle trasmessi il sabato notte.

1993

Continua la cadenza semestrale del cambio di conduzione e a metà primavera arrivano Mixo e Rupert con Franz Roccaforte nella doppia veste di regista e conduttore, in onda dagli studi romani di StereoRai.
Gennaro Iannuccilli, Rupert e Riccardo Pandolfi

L’infaticabile Pilla (una segreteria telefonica innestata su un registratore a bobine) è la gelosa depositaria delle migliaia di fantastici messaggi che gli ascoltatori vogliono scambiarsi e diffondere su tutto il pianeta.
Il 4 settembre si tiene il primo “Raduno di Planet Rock” a Belmonte Calabro, per iniziativa del P.R. Fan Club. Con la scrupolosa organizzazione di Rosy Arlìa, Eliseno Sposato e degli altri amici fondatori, i Planetari provenienti da ogni parte d’Italia si incontrano in un effervescente clima di fratellanza sonica.
E’ il primo di una lunga serie di raduni ed eventi che riuniranno, sempre più frequentemente, tutte le parti attive di P.R.
Prende così corpo un vasto quanto affiatato raggruppamento di persone (antesignano delle attuali community) che, in un'epoca dove i trasferimenti dati sono ancora di tipo analogico, fa dell’interattività la sua consuetudine in stimolante espansione e che si rinsalda progressivamente nel nome di una condivisa passione musicale.
A novembre P.R. ritrova in conduzione la storica solidissima coppia formata da Luca De Gennaro e Gennaro Iannuccilli, con Elena Frova sempre in regia e redazione.
Collabora al programma anche l’esperto di musica nera David Nerattini.

1994

Il 14 marzo per decisione dei vertici Rai vengono chiusi i canali radio Stereofonici ma il programma continua ad essere irradiato sulle frequenze di RadioDue soprattutto per merito della mobilitazione “Salviamo il Pianeta” promossa dagli ascoltatori e appoggiata da tanti musicisti e organi stampa musicali che inviano e pubblicano appelli e petizioni, rivolti alla dirigenza Rai, per invocare la prosecuzione del programma.
A inizio aprile l’entusiasmo per la vittoria viene freddato dalla tragica notizia della morte di Kurt Cobain. I Nirvana sono la band che più di tutte le altre ha, fin dagli inizi, orbitato all’unisono con P.R. e la scomparsa del suo leader, che avviene a poco più di un mese dall’ultimo concerto trasmesso (Nirvana al Palaghiaccio di Marino il 22 febbraio 1994), getta nello sconforto tutti i Planetari.
A maggio Luca e Gennaro passano il microfono a Mixo e Rupert con Paolo Gironi che entra in redazione e in regia.
Che P.R. sia diffuso nell’etere anche in onde medie fa sì che il programma sia ascoltato anche all’estero, in particolare nei paesi dell’est europeo. Dall’ex Jugoslavia, martoriata dalla guerra civile, giungono poi messaggi che convincono della necessità di dare un segnale di speranza nella pace, è così che al termine di ogni puntata viene trasmessa la canzone pacifista “War”, inizialmente nella versione originale di Edwin Starr e poi nella cover eseguita da Bruce Springsteen, dedicata a tutti gli ascoltatori che soffrono per le spaventose violenze della guerra.

si viaggiava lentamente via posta

L’esperto musicale Paolo Ferrari collabora con la rubrica settimanale di black music “Cronaca Nera”.
Il primo fine settimana di settembre (2-4) ha luogo il secondo raduno di Planet Rock ad Amantea (CS), organizzato in grande stile dal Fan Club coordinato dal Gran Capo Eliseno e con la diretta radio della serata Live, che vede protagoniste qualificate band italiane e la presenza di tutti gli speaker di P.R. Una moltitudine di Planetari festanti arriva da ogni parte d’Italia.
Verso la fine dell’estate torna a circolare la voce di una imminente chiusura del programma, proprio quando Joey Ramone garantisce personalmente la disponibilità del più leggendario gruppo punk di tutti i tempi alla diffusione radio di un loro concerto. Purtroppo viene ufficializzata la decisione di togliere P.R. dalla programmazione di Radio Rai e così il 30 settembre si “celebra” la chiusura della trasmissione proprio con la diretta dello show dei Ramones dal Palasport di Sassari (inviato speciale Franz ‘Sardo’ Roccaforte).

1995

La cartolina contro la chiusura di Planet Rock
Nel gennaio 1995 la valanga di proteste seguite alla chiusura di P.R. induce la nuova dirigenza di Radio Rai a valutare la riapertura del programma, evento che si materializza il 31 gennaio sulle frequenze, questa volta di RadioUno, con Fabio De Luca che debutta in coppia ora con Gennaro Iannuccilli e ora con Luca De Gennaro, presenti in studio a giorni alterni.
Da ‘veterano’ ascoltatore di Stereodrome e Planet Rock, Fabio si dimostra subito all’altezza di una situazione non facile data la precarietà della collocazione di P.R. nel palinsesto serale di RadioUno che tradizionalmente privilegia i contenuti sportivi a quelli musicali.
Con l’appoggio costante e paziente di tutti i Planetari, il programma ridefinisce la sua linea e la nuova coppia di conduttori formata da Rupert e Paolo Gironi, con la regia di Maurizio Moroni, può annunciare, alla fine di giugno, il trasferimento dell’orbita di P.R. sulle più consone frequenze di Radio2 che il 3 luglio diffonde, in fm e in onde medie, le voci di tutti i conduttori storici riuniti per la diretta dal concerto degli Oasis a Milano.
Due mesi prima (il 2 maggio) P.R. aveva prodotto e trasmesso, in diretta dalla gremitissima sala A di via Asiago, il primo vero concerto italiano dei Radiohead (il giorno precedente erano brevemente apparsi sul palco del Concertone del 1 maggio a Roma).
Il terzo Raduno di Planet Rock viene questa volta organizzato dai coraggiosi Planetari di Tricase dove nell’ultimo week end di agosto (25 e 26) si fa festa a ritmo di taranta salentina con la partecipazione di tutta la grande famiglia di P.R.
A settembre, proprio quando arriva dai territori della ex Jugoslavia la splendida notizia della fine della guerra civile, Rupert e Paolo lasciano la conduzione a Fabio de Luca e Riccardo Pandolfi che proseguono magistralmente per tutta la stagione autunno inverno 95-96.


Deniz Tek (Radio Birdman), Eliseno e Paolo Gironi
1996

Nella primavera del 1996 c’è il rituale avvicendamento nella cabina di comando del pianeta con il ritorno di Rupert e Paolo Gironi per quella che è destinata ad essere l’ultima stagione di P.R. Una mutazione cosmica è alle porte e si chiama “Suoni e Ultrasuoni”, un nuovo progetto radiofonico che, in autunno ingloberà P.R. prendendone in carico l’eredità musicale e culturale.
Il primo fine settimana di settembre (5-7) sulla spiaggia di Diamante, costa tirrenica della Calabria, si tiene la quarta edizione dell'ormai leggendario Raduno di Planet Rock. Ancora una volta è Eliseno, il gran capo del P.R. Fan Club, naturalmente con il supporto del comitato organizzativo, che allestisce un Raduno affollatissimo e indimenticabile. Non sarà l'ultimo raduno perché il Fan Club continuerà, nel corso degli anni seguenti, ad organizzare meeting in diversi luoghi d'Italia, in particolare in Valtellina dove Gabriella Giudice continuerà costantemente a dare appuntamento a tutti i planetari, ancora oggi.
Con la diretta dal Link di Bologna, nella nevosa notte del 31 dicembre 1996, Planet Rock si congeda dai suoi fedeli ascoltatori e con un’ultima virata sulla sua traiettoria scompare oltre l’orizzonte celeste.

C.A.F. (Considerazione Astronomica Finale)

La storia di Planet Rock è durata, circa, la cinque millesima parte dell’anno platonico (25.920 anni). L’anno platonico, detto anche anno perfetto, è il periodo nel quale avviene, in conseguenza della precessione degli equinozi, lo spostamento di 360° della cintura delle costellazioni.
Grazie dunque a P.R. per averci condotto sulla giusta orbita lungo un tratto, breve ma fondamentale, del nostro cammino nell’universo.

una scaletta ragionata visibile ancora oggi sulla SGC Cosenza-Crotone

giovedì 20 ottobre 2016

Bob Mould live at Estragon, Bologna 15.10.2016

Bob Mould live @ Estragon 


Ritorno a pubblicare un post su questo blog da tempo immemore, per una serie di ragioni che ,magari spiegherò in altra occasione, visto che ora potrebbe interessare davvero poco a chi torna su queste pagine per leggere di un concerto memorabile. Da quando sono state annunciate le due date italiane del tour a supporto di "Patch The Sky" sul mio calendario di eventi da seguire in questo 2016, sono state subito cerchiate in rosso, anche perché Milano e Bologna, seppure lontanissime da Cosenza, oggi sono abbastanza comode da raggiungere grazie ai voli low cost ed ai tanti amici sparsi nelle due città, pronti a dare ospitalità a questo incallito viaggiatore del rock'n'roll quale sono. Poi nell'approssimarsi delle date, un po' per gli impegni di lavoro, ed un po' perché sopraffatto dalla "vilienza" cosentina, stavo per mancare ad un incontro che non mi sarei mai perdonato in seguito.Poi complice i rumors sulla rete che mi hanno fatto desistere dalla data milanese, spostata ai Magazzini Generali, un luogo a detta di tutti dove la musica si ascolta male, ho focalizzato la mia attenzione sulla data bolognese, che presentava un appeal maggiore vista la presenza in città della mostra "David Bowie is" nella quale mi sono fiondato in mattinata per godermi in tutta calma di questo meraviglioso allestimento che invito davvero a non perdere, visto che siamo agli ultimi giorni (al Mambo di Bologna fino al 13 novembre prossimo). 
The A Number Two (1986-1992) 
Uscito dalla mostra (ore 16.00!) ricevo la "chiamata alle armi" dell'amico Marco Sanchioni da Fano, a cui mi lega una lunga amicizia nata proprio dalla comune passione per la musica degli Hüsker Dü, ai tempi in cui lui conduceva una bella band chiamata The A Number Two.

Al telefono sento la sua voce che dice: "io sono gia quì, zio Bob arriva alle 18.00 e devo farmi autografare dei dischi e magari riusciamo a farci una foto". Il tempo di arrivare nella sperduta landa del Parco Nord e ci piazziamo in attesa che Bob Mould arrivi. Il tempo trascorre in fretta con Marco che ci racconta, a noi si erano aggiunto nel frattempo Enrico Tallarini ed un suo amico di cui non ricordo il nome, il concerto milanese svelando una scaletta che in verità, è quella abbastanza blindata riproposta in quasi tutte le date. Siamo in quattro non rappresentiamo alcun pericolo, eppure l'autista che porta zio Bob all'Estragon tenta di metterci i bastoni tra le ruote nascondendo la discesa della band dal pulmino, pensando che ce ne saremmo andati con le pive nel sacco. Ma il giovanotto non aveva fatto i conti con la tenacia di due irriducibili fan degli Hüsker Dü, ed un collezionista di selfie con le celebrità del rock. Così restiamo in paziente attesa della fine del soundcheck, peraltro brevissimo, quando sbuca il bassista Jason Narducy, per una breve passeggiata nel nulla condita da sorrisi per i quattro irriducibili in attesa. Passano pochi minuti dal suo ritorno ed ecco spuntare zio Bob con tanto di penna già in mano per impreziosire i vinili di un raggiante Marco Sanchioni. Pochi minuti conditi di tanta gentilezza e qualche scatto fotografico, con Bob Mould che trova anche il tempo di apprezzare la cover del mio cellulare griffata Radio Birdman, che faranno la nostra felicità.Tenacia e pazienza sono state ripagate come si deve, ma mancano ancora più di due ore per l'inizio del concerto, per cui possiamo andare a consumare una frugalissima cena. Ritorniamo intorno alle ore 20.30 giusto in tempo per essere i primi ad accedere all'interno del locale e guadagnare la prima fila sotto il palco. Nell'attesa cominciamo a spargere la voce del compleanno in arrivo di li a qualche ora per Bob Mould e stabiliamo quando sarà il momento di fargli gli auguri da sotto il palco.

IL CONCERTO. 

Puntuali alle ore 22.00 salgono sul palco Jason Narducy bassista con un trascorso nei Superchunck e fondatore della band seminale di Chicago Verböten, il batterista Jon Wurster (The Mountain Goats e Superchunck), entrambi ora nella band Split Single di cui uscirà a breve il nuovo album "Metal Frame", e naturalmente Bob Mould alla Chitarra. Il tempo di inserire il jack ed è subito delirio con un trittico al fulmicotone, targato Hüsker Dü: "Flip Your Wig", "Hate Paper Doll" e "I Apologize" (vedi video in fondo all'articolo) mettono subito le cose in chiaro. I tre non faranno prigionieri questa sera e si lanceranno in una cavalcata elettrica che è continuo rimando tra le varie fasi della carriera di Mould e la nuova produzione. Subito a seguire due classici degli Sugar quali "A Good Idea" e "Changes" cui seguirà il primo estratto da "Patch The Sky" quella "The End Of Things" che sembra essere proprio un 'estratto dell'epoca di mezzo, quella appunto degli Sugar. La band è affiata ed in splendida forma, Mould ricama riff di chitara andando su è giù per il palco, Jon pesta a dovere pelli e piatti, e Jason spettacolarizza le linee di basso con una presenza scenica da manuale. La parte centrale del concerto è riservata all'ultima produzione di Mould con "The Descent" unico estratto da SIlver Age, "I Don't Know You Anymore", "Hey Mr. Grey" e "Tomorrow Morning" da Beauty & Ruin e da buona parte dei brani contenuti in "Patch The Sky" tra le quali non poteva mancare una splendida versione di "Hold On".





Senza un attimo di pausa, i brani si susseguono pigiando sempre più sull'acceleratore e bisogna attendere l'esecuzione di "Hoover Dam" e "No Reservation" (unica concessione a Warehouse: Songs and Stories degli Hüsker Dü) per avere un po' di tregua. Ma l'apoteosi è dietro l'angolo, quando vengono eseguiti gli estratti da Zen Arcade. "Something I Learned Today" e "Chartered Trips" insieme a "Celebrated Summer" eseguita durante il bis, mettono a dura prova il cuore del sottoscritto e preparano il gran finale cui si arriva attraverso due dei brani più potenti di "Patch The Sky": "Black Confetti" e "Daddy's Favorite" che preparano alla grande il rituale del bis. Al ritorno sul palco compare anche la torta di compleanno con tutto il pubblico a cantare "Happy Birthday Mr. Bob" che ringrazia con una superlativa versione di "In A Free Land" il classico della prima era degli Hüsker Dü.




Durante il bis si raggiunge il climax di una serata speciale che i presenti faticheranno a dimenticare ed alla quale si aggiungerà come ciliegina sulla torta, il post concerto vissuto nel backstage, con Bob Mould intento a distribuire fette di torta a tutti i presenti. Poi i saluti finali conditi da incontri inaspettati con vecchi planetari come Paola Bianco e Alberto Petrucciani, ed il loro cortese invito, ahimé declinato, a spostarci al concerto di Mike Watt. Una considerazione finale sul pubblico, decisamente sopra gli anta, con pochi giovani in sala, quasi che viene da pensare che il rock, sia oramai una musica per vecchi irriducibili come il sottoscritto, mentre i giovani sono fagocitati da altri suoni oppure altri nomi con più hype, che difficilmente raggiungono i vertici artistici di gente come Bob Mould. E così tocca a noi custodire al meglio questa genia di musicisti che hanno lasciato un segno indelebile nelle nostre vite.

martedì 5 gennaio 2016

Playlist 2015

Nonostante Sotterranei Pop non occupi più uno spazio radiofonico, non significa che io abbia diminuito gli ascolti delle novità discografiche.Essendo più libero dagli obblighi promozionali, ho potuto razionalizzare le scelte cercando di non farmi influenzare e fagocitare solo dal gusto personale. Ecco allora il mio personalissimo Best of del 2015 che come in tutte le classifiche che si rispettano, non rappresentano lo scibile discografico dell'annata appena trascorsa, ma sono dischi degni di nota per rappresentare una buona annata in chiave rock. Naturalmente se confrontate questa classifica con tutte le altre pubblicate sulle riviste ed in rete, forse non troverete molti punti di contatto, d'altronde questa se vogliamo è una classifica in linea con il nome di questo blog. L'unico consiglio che posso dare è quello di invitarvi ad ascoltare soprattutto quei dischi che ritrovate in queste classifiche e che vi possono risultare abbastanza sconosciuti. 

Top Ten 2015
1.    Cheap Wine – Mary And The Fairy
2.    Of Monsters and Men – Beneth the Skin
3.    Sleater Kinney – No Cities to Love
4.    Algiers – Algiers
5.    Datura 4 – Demon Blues
6.    The Strange Flowers – Pearls at Swine
7. The Bevis Frond – Example 22
8.    The Chills – Silver Bullet
9.    Giancarlo Frigieri – Troppo Tardi
10.    Sacri Cuori – Delone

Best of 2015 Italiani
1.    Cheap Wine – Mary and The Fairy
2.    The Strange Flowers – Pearls at Swine
3.    Giancarlo Frigieri – Troppo Tardi
4.    Sacri Cuori – Delone
5.    Mezzala – Irrequieto
6.    Umberto Maria Giardini – Protestantesima
7.    No Strange – Universi e Trasparenze
8.    Alice Tambourine Lover – Like a Rose
9.    Calibro 35 - S.P.A.C.E.
10. Bobby Soul & Blind Bonobos – L’insostenibile Leggerezza del Funk
11. Sycamore Age – Perfect Laughter
12. Colapesce – Egomostro
13. The Classmates – The Classmates
14. Federico Cimini – Pereira
15. Black Tail – Springtime
16. The Stash Raiders - Apocayptipop
17. Nuju – Urban Box
18. The Kaams – One to Six
19. Sofia Brunetta - Former
20. A Violet Pine - Turtles


Best of 2015 Internazionale
1.    Of Monsters and Men – Beneth the Skin
2.    Sleater Kinney – No Cities to Love
3.    Algiers – Algiers
4.    Datura 4 – Demon Blues
5.    The Chills – Silver Bullet
6.    The Bevis Frond – Example 22
7.    Bill Fay – Who is the Sender
8.    Rocket From the Tombs – Black Record
9.    The Empire Strikes - 1983
10. Jon Spencer Blues Explosion – Freedom Tower
11. Paul Weller – Saturns Pattern
12. Darlene Love – Introducing Darlene Love
13. The Sonics – This is the Sonics
14. Father John Misty – I Love You Honeybar
15. The Dark Clouds – under the sun
16. Natalie Prass – Natalie Prass
17. The Waterboys – Modern Blues
18. You Am I – Porridge & Hotsauce
19. Gaz Combes – matador
20. Neil Young & Promise of the Real – The Monsanto Years


Best Live 2015
1. Radio Birdman - Alchemica - Bologna
2. Steve Winn & Cheap Wine - Trieste is Rock - Trieste
3. Shellac & Uzeda - Zoom Music Club - Marcellinara (Cz)
4. Bellini - Off Officine Sonore - Lamezia Terme (Cz)
5. Blonde Redhead - Unical - Rende (CS)

domenica 3 gennaio 2016

Recensione - Le Cronache di Nanna di Nunzio Scalercio - Teatro dell'Acquario 02.01.2016

Puntuale come il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, come i “turdiddri” e le “scalille”, la “pitta ‘mpigliata”, le “crucette” e le restanti tradizioni culinarie natalizie con sua maesta “u cuddrurieddru”, ancora una volta si è rinnovata al Teatro dell’Acquario, la messa in scena del nuovo spettacolo di Nunzio Scalercio. Il classico one man show dell’attore bruzio si è sviluppato secondo un canovaccio consolidato in cui il popolare webmastru ha ripercorso gli avvenimenti del 2015 cosentino che hanno fornito più di uno spunto per la sua pregevole arte satirica. Partendo dalle leggende che hanno riempito la cronaca politica e sociale locale degli ultimi dodici mesi, in cui realtà, finzione e mistificazione si intrecciano fino a confondere e confondersi, e che tradotte nel linguaggio bruzio diventano “na nonna”, Scalercio estrae dal cilindro un titolo geniale per lo spettacolo che, parafrasando una celebre saga fantasy, diventa “Le Cronache di Nanna – A quadara, nicola e ru stipu”. E come in tutti gli spettacoli che si rispettano, anche in questo il bersaglio è un famoso politico locale, citato con il solo nome di battesimo, ma perfettamente riconoscibile, che serve da filo conduttore per raccontare un anno di follie politiche che sembrano si siano sviluppate  per dare la stura ai monologhi, gli intermezzi musicali con le canzoni parodia e i classici doppiaggi “ara cusentina” che compongono gli spettacoli di Scalercio. In quasi due ore di spettacolo, l’autore cosentino mette in mostra tutta la raffinatezza di attento osservatore della realtà che lo circonda, per trasformarla in gag esilaranti dove la satira è tanto feroce quanto calzante, capace di mettere alla berlina i potenti di turno facendoli diventare personaggi grotteschi che suscitano tenerezza più che rabbia. Con la bravura che lo contraddistingue, Scalercio mostra di sapere stare “sul pezzo” inserendo all’ultimo minuto una efficacissima parodia di Piero Pelù alle prese con un accelerato corso di cosentino per rimediare alla gaffe dei peperoncini giallorossi, con cui si era presentato sui social prima del concerto di capodanno. Un esempio mirabile di come Scalercio sappia cogliere ogni minimo spunto della cronaca per trasformarlo in qualcosa di esilarante. Lo spettacolo si dipana per quadri, con inframmezzati interventi di alcuni ospiti che arricchiscono lo spettacolo. Annarita Laganà legge una rivisitazione scalerciana della favola di Cappuccetto Rosso, mentre il fido Antonello Anzani rilegge in versione cosentina “L’Isola che non c’è” di Edoardo Bennato, mentre a Francesca Florio è affidata la tenera e fantastica storia d’amore tra una buca ed un cordolo spartitraffico. Non manca l’intervento “esterno” richiesto da Scalercio ad altri autori attraverso la rete, con un pregevole intervento di Michele Giacomantonio che ha trasformato in una leggenda alcuni avvenimenti della politica cosentina, dell’anno appena trascorso. Tra imitazioni esilaranti (una davvero memorabile che non cito per non svelare uno dei momenti vincenti dello spettacolo), doppiaggi, cover musicali già proposte in altre occasioni, lo spettacolo scorre con ritmo incalzante, non dando alcuna tregua allo spettatore, trascinato da un quadro all’altro di uno spettacolo in un susseguirsi di situazioni comiche che mettono in mostra la genialità di Nunzio Scalercio. 
Lo spettacolo andrà in replica il 4 gennaio sempre al teatro dell'Acquario.

giovedì 24 dicembre 2015

La compilation di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty 2015

La compilation di Voci per la Libertà - 
Una Canzone per Amnesty 2015

 


In anteprima su Rolling Stone la tradizionale compilation prodotta da Amnesty International Italia e Associazione culturale Voci per la Libertà in collaborazione con il Mei (Meeting Etichette Indipendenti) ed edita da Materiali Musicali. Già da ora al link www.rollingstone.it potete ascoltare finalisti, premiati ed headliner della 18° edizione di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty tenutasi a Rosolina Mare (Rovigo) dal 16 al 19 luglio 2015, compresi il Premio Amnesty International Italia 2015Mannarino con "Scendi giù” (in allegato foto di Silva Rotelli) e il Premio Amnesty International Italia Emergenti 2015 Adolfo Durante con “Libertà" (in allegato foto di Silva Rotelli).
Dopo l’anteprima sulla prestigiosa testata, lo streaming sarà anche sui siti di www.amnesty.it e www.vociperlaliberta.it, mentre la compilation fisica sarà disponibile gratuitamente in edizione limitata sui banchetti di Amnesty International Italia di tutto il Paese a partire da gennaio.

Minibio dei protagonisti della compilation Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty 2015:
Alessandro Mannarino, Premio Amnesty International Italia 2015
"Scendi giù" del cantautore Mannarino è il vincitore della tredicesima edizione del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell'anno precedente. Oltre 60.000 copie vendute con i 3 album "Bar della rabbia" (2008), "Supersantos" (2011) e "Al Monte" (2014). Vincitore del Premio Gaber e Premio Siae come miglior artista emergente. Ha vinto il Premio PIMI del MEI quale miglior artista indipendente dell’anno nel 2014. Due partecipazioni al Concertone del Primo Maggio di Roma. Un tour negli Stati Uniti e in Canada. Autore dell’arrangiamento della sigla di Ballarò e Vincitore al Magna Grecia Film Festival per la colonna sonora del film "Tutti contro Tutti".
Adolfo Durante, Premio Amnesty International Italia Emergenti 2015
Nato a Salerno, vive da molti anni in provincia di Mantova. Realizza nel 2006 "Mimì in… jazz", concerti per piano e voce insieme al pianista Stefano Calzolari, e nel 2012 "Stanza 219 e altre storie", collezione di brani di grandi autori riletti attraverso il proprio stile.
Interprete versatile e dal timbro vocale inconfondibile, Adolfo è in grado di affrontare repertori che spaziano dal jazz al rock. Al festival di Amnesty International Italia ha presentato il brano pop autoriale "Libertà", tratto dall’omonimo album "Libertà" (2014), scritto e prodotto da Enrico Andreini, con i testi di Sandra von Borries, che sottolinea l'importanza della libertà di espressione, religione e sessualità.
Marmaja (headliner)
Vent’anni di carriera per la band capitanata da Maurizio Zannato. Sei album di inediti all’attivo, svariate compilation, tantissimi tour e in più raccolte dal vivo e musicassette, ma un’unica ricerca nell’ambito del folk rock cantautorale più colto, coinvolgente e impegnato, che ha portato loro riconoscimenti da festival importanti. 
Nel 2014 vincono il Premio della Giuria Popolare con "Storia di qui", pezzo contro la tortura in tema con la campagna di Amnesty al quale è dedicata questa 18° edizione Stop alla tortura.
WDD & Michela Grena, Premio della Critica 2015
Progetto nato solo nel 2014 dall’unione di nomi storici e conosciuti nel panorama dub italiano: Michela Grena, voce dei B.R.Stylers e Wicked dub division, gruppo attivo da dieci anni.
La band compie una ricerca musicale, miscelando suoni caldi e ipnotici a sfumature più wicked e minimali. Dopo l’iniziale esperienza The rootical dub session, in omaggio al reggae roots delle origini rivisitato in chiave dub, WDD & Michela Grena si sperimentano creando brani inediti e uno stile personale, arrivando così a dare alle stampe la loro opera prima, "Dub Drops" (autoproduzione, 2015), che contiene "New Slavery", brano che evidenzia i nuovi tipi di schiavitù.
Syncage (headliner)
Nata nel 2008, la band è formata da giovanissimi membri provenienti da ambienti musicali molto differenti, particolarità che conferisce alle sonorità del gruppo grande ricchezza di spunti.
Il flauto, sdoganato nel rock progressive dai Jethro Tull, fa qui da contrappunto alla strumentazione elettrica classica e al violino, permettendo ai quattro di creare evocativi paesaggi sonori attraverso gli arrangiamenti. 
Nel 2013 a Voci per la Libertà vincono il Premio della Critica con "The Call Of The Lords", canzone dedicata all'odioso fenomeno dei bambini soldato, che vede i piccoli strappati alle famiglie e all'infanzia per essere impiegati nelle operazioni militari.
GolaSeca, Premio della Giuria Popolare 2015
I GolaSeca sono i vincitori del Premio Web di #vxl15 e per questo salgono direttamente sul palco del festival con la graffiante "Sud dei sud", sulle condizioni disumane di vita alle quali sono costretti i migranti. 
Forti di una grande esperienza live e conosciuti nella natia Sardegna per la musica a sostegno delle cause sociali, i GolaSeca, proprio in occasione della partecipazione a Voci per la Libertà, pubblicano la loro opera prima ufficiale "Gole del sud", otto tracce autoprodotte nelle quali mettono sapientemente in gioco il tradizionale folk rock, aprendosi a nuove influenze.
Mud (set acustico)
Dietro il nome Mud (fango) si cela Michele Negrini, frontman dei Terzobinario, band Premio Amnesty International Italia Emergenti nel 2009 e con due album all’attivo.
Il progetto di Michele nasce per raccontare storie di persone comuni attraverso uno sguardo che sa penetrare nell’animo umano e nelle ferite della società, usando un linguaggio musicale che incrocia blues, reggae e canzone d'autore. L’album d’esordio, "D'amore e di fango" (2015), è caratterizzato da sonorità delicate e leggere.
Malarazza 100% terrone (finalista)
La band, che fonde le sonorità più dure della musica d’oltreoceano a quelle tradizionali siciliane, ha all’attivo l’album "Sicilia mia" (autoproduzione, 2012). Già autori di Felicia dedicata a Peppino Impastato, a #vxl15 hanno presentato "Zio Pino", omaggio a Don Pino Puglisi.
Anna Luppi (set acustico)
È compositrice, musicista e cantante di origine mantovana. Nel 2007 fonda gli Idramante con i quali pubblica due album in studio, suonando anche in Francia, Spagna, Olanda, Slovenia, Austria, Stati Uniti e Germania. Nel 2014 debutta come solista con l'EP "In mare aperto", prodotto da Materiali Musicali e distribuito anche in versione spagnola con il titolo di En Mar Abierto; nel 2015 dà alle stampe il primo album ufficiale, l’omonimo "Anna Luppi".
Sul palco di Voci per la Libertà 2014 sale come vincitrice del Premio Web, essendo stata la più votata on line tra i primi iscritti al Premio Amnesty International Italia Emergenti.
Riki Anelli (finalista)
Il cantautore, già vocalist e bassista degli Isabelle Urla, ha vinto la Targa Repubblica.it nel 2013 e nel il Premio Anacapri Bruno Lauzi Canzone d’Autore nel 2014. A #vxl15 ha partecipato con "Ti porterò".

I vincitori del Premio Musica contro le mafie


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Dopo un lungo percorso iniziato a Settembre 2015 e le finali di Cosenza e Ascoli Piceno che hanno dato ai partecipanti il modo di poter vivere momenti importanti di condivisione con gli altri partecipanti e artisti ospiti, abbiamo finalmente i nomi dei “2 VINCITORI” del Premio “Musica contro le mafie” 6^ Edizione
I brani sono stati scelti tenendo conto del numero di voti delle giurie in sala delle fasi finali che hanno espresso le proprie preferenze.
Tutti gli iscritti avrebbero meritato di vincere un premio per la capacità di condensare in un brano musicale messaggi profondi e musica di qualità, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall’indifferenza dall’apatia e dalla rassegnazione. 
Mettersi insieme e condividere per costruire legalità, per costruire più partecipazione, per favorire forme di protagonismo come attenzione agli altri, per dare una mano a far capire a tante persone che è importante spendere 'NON la VITA per L'io ma L'io per la VITA'.

Anche quest'anno è stato difficile per i giurati di tutte le fasi scegliere tra i finalisti, tutti con brani di grande spessore, sensibilità e impegno concreto nella loro attività musicale.
I 10 Finalisti saranno tutti coinvolti nelle attività di “Musica contro le mafie” e nelle date del Tour che continueranno a portarci in giro per tutt’Italia sotto l'egida di Libera - "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".

I nomi dei vincitori e le motivazioni dei premi assegnati agli Artisti : 

Dinastia - “Chi gliel'ha fatto fare” :
"E se ti chiederai chi gliel'ha fatto fare - tu guarda il sole, poi guarda il mare - e se non trovi la risposta che cercavi - guarda gli occhi di tuo figlio e pensa al suo domani !"
Pippo Fava diceva: «A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare». Quando ci chiederanno "chi te l'ha fatto fare" pensiamo alle persone che vivono schiacciate nella loro libertà, nella loro dignità, che sono messe ai margini, che chiedono uguaglianza e giustizia; di fronte alla fatica e alla sofferenza di tanti non si possono fare solo parole e non si può restare inermi bisogna 'muoversi' e non solo 'commuoversi'. L'unità di misura dei rapporti umani resta la relazione, l'accoglienza, il mettersi in gioco per costruire percorsi che diano più dignità e libertà per tutti. Spendere la propria vita per costruire e condividere con gli altri vuol dire arricchire la propria esistenza e come dice Don Luigi Ciotti: "si riesce a costruirli questi percorsi solo se uniamo le nostre forze, le nostre energie, i nostri pensieri e anche le nostre passioni"


Nasodoble - “Cazz Boh!” :
"Cazz boh" dei sassaresi Nasodoble, è una riflessione sarcastica condita da un amaro riso sardonico; mette a fuoco il disastro politico, sociale, mafioso, militare e industriale della Sardegna e dell' Italia tutta negli anni zero. 
Dobbiamo trasformare la nostra indignazione in responsabilità. Molti mali del nostro Paese si sono sviluppati nell'ombra di un potere solo formalmente democratico, un potere che ha usato il segreto ben oltre i limiti ammessi dalla ragion di Stato. Tutto questo è sempre stato alleato con il grigiore delle coscienze, che dobbiamo risvegliare a cominciare dalle nostre. L'ironia intelligente e beffarda è un arma efficace e pungente che insieme alla cultura può svegliare le coscienze."Bisogna saper distinguere, per non confondere" – ci ricorda sempre Don Ciotti – "essere capaci non solo di trovare informazioni, ma di cercare sempre, andando in profondità. Dobbiamo conoscere per diventare più responsabili."


Quest'anno su segnalazione del "Club Tenco" è stata assegnata una ‘Menzione Speciale’ a:
Gaetano - 'L'Espertone Nazionale' 
"Non rassegniamoci a convivere passivamente con ciò che ci accade intorno, non rimaniamo a guardare, dobbiamo ribellarci all’impotenza per fare in modo che a esser normale non sia l’illegalità e la corruzione, le mafie e la furbizia, ma che a diventare normale con l’impegno di tutti, sia la trasparenza. Diffidare sempre di chi ha capito tutto, di chi sa tutto e di chi ha la risposta su tutto; c'è bisogno di continuare a cercare, conoscere ed approfondire avendo la consapevolezza della nostra quota di responsabilità. "I dubbi sono più sani delle certezze e porsi domande in un modo propositivo risulta molto utile nella ricerca della verità e della giustizia."


L'Associazione "Musica contro le mafie" ha assegnato una "Menzione Speciale" a : 
Francesco Bolognesi - 'In Ogni Momento'
"Il nostro Paese è "malato di delega": si danno sempre le colpe e le responsabilità agli altri. Si è cittadini a intermittenza e la legalità è malleabile. "In Ogni Momento"…c'è bisogno di un impegno costante perchè è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. La presa di coscienza deve tramutarsi in impegno quotidiano che non vuol dire solo comportarsi bene, ma anche non voltare la testa, non peccare di omissione e soprattutto non stare con le mani in mano."

Premi Speciali "Musica contro le mafie" assegnati dai Partner :

Premio assegnato da ACEP e UNEMIA:
(Stampa, Distribuzione Digitale e Fisica e Promozione di 1 Disco)
Fabio Cinque 


Premio assegnato da SMart-it:
(Concerto/Showcase a BRUXELLES, Città della sede capofila del progetto europeo SMart-it)
Francesco Bolognesi 


Premio assegnato da Mk Live :
(Tour Promozionale a cura dell’agenzia di eventi e booking Mklive)
Lennon Kelly


Premio assegnato da Riparte il Futuro:
Le Scimmie Astronauta – L'Amico 
("La corruzione inquina la vita politica e sociale, genera i disservizi, penalizza il diritto e la meritocrazia, mina la fiducia nelle istituzioni, e disincentiva gli investimenti, in particolare quelli provenienti dall’estero. A causa della corruzione il Paese perde importanti opportunità di sviluppo e lavoro, specialmente per i più giovani. La corruzione è la tra le cause principali della disoccupazione, fra i problemi più urgenti che siamo tutti chiamati a risolvere")


Premi assegnati da On Mag Promotion :
Meet'n'Radio : Misero Spettacolo – Maldestro 
Meet'n'TV : Diva Scarlet – Capobbanna

L’organizzazione e il coordinamento di “Musica contro le mafie”, vi invitano a restare collegati con le nostre pagine social e con il nostro sito per tutte le notizie.
Per proposte e adesioni alle date del Tour di “Musica contro le mafie” con stand, proiezioni del documentario, presentazioni, artisti aderenti e quant’altro scriveteci alle nostre email.
Per il Premio Musica contro le mafie 7^ Edizione vi diamo appuntamento a presto con tantissime novità e cambiamenti che saranno annunciati nei prossimi appuntamenti e premiazioni.

"Musica contro le mafie è un progetto che nasce con l'intento di unire sotto la bandiera della legalità le voci di tanti artisti italiani. Gli artisti diventano testimoni di un messaggio di impegno e consapevolezza, di riflessione e invito alla "cittadinanza attiva". La Musica, il più popolare e universale dei linguaggi, per veicolare messaggi profondi, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall'indifferenza dall'apatia e dalla rassegnazione. Musica contro le mafie è un contesto di cui tutti possono essere autori; un'associazione che grazie all'impegno degli artisti coinvolti dà sostegno ed è, a sua volta, sostenuta da Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)." (coordinamento Musica contro le mafie)