martedì 5 gennaio 2016

Playlist 2015

Nonostante Sotterranei Pop non occupi più uno spazio radiofonico, non significa che io abbia diminuito gli ascolti delle novità discografiche.Essendo più libero dagli obblighi promozionali, ho potuto razionalizzare le scelte cercando di non farmi influenzare e fagocitare solo dal gusto personale. Ecco allora il mio personalissimo Best of del 2015 che come in tutte le classifiche che si rispettano, non rappresentano lo scibile discografico dell'annata appena trascorsa, ma sono dischi degni di nota per rappresentare una buona annata in chiave rock. Naturalmente se confrontate questa classifica con tutte le altre pubblicate sulle riviste ed in rete, forse non troverete molti punti di contatto, d'altronde questa se vogliamo è una classifica in linea con il nome di questo blog. L'unico consiglio che posso dare è quello di invitarvi ad ascoltare soprattutto quei dischi che ritrovate in queste classifiche e che vi possono risultare abbastanza sconosciuti. 

Top Ten 2015
1.    Cheap Wine – Mary And The Fairy
2.    Of Monsters and Men – Beneth the Skin
3.    Sleater Kinney – No Cities to Love
4.    Algiers – Algiers
5.    Datura 4 – Demon Blues
6.    The Strange Flowers – Pearls at Swine
7. The Bevis Frond – Example 22
8.    The Chills – Silver Bullet
9.    Giancarlo Frigieri – Troppo Tardi
10.    Sacri Cuori – Delone

Best of 2015 Italiani
1.    Cheap Wine – Mary and The Fairy
2.    The Strange Flowers – Pearls at Swine
3.    Giancarlo Frigieri – Troppo Tardi
4.    Sacri Cuori – Delone
5.    Mezzala – Irrequieto
6.    Umberto Maria Giardini – Protestantesima
7.    No Strange – Universi e Trasparenze
8.    Alice Tambourine Lover – Like a Rose
9.    Calibro 35 - S.P.A.C.E.
10. Bobby Soul & Blind Bonobos – L’insostenibile Leggerezza del Funk
11. Sycamore Age – Perfect Laughter
12. Colapesce – Egomostro
13. The Classmates – The Classmates
14. Federico Cimini – Pereira
15. Black Tail – Springtime
16. The Stash Raiders - Apocayptipop
17. Nuju – Urban Box
18. The Kaams – One to Six
19. Sofia Brunetta - Former
20. A Violet Pine - Turtles


Best of 2015 Internazionale
1.    Of Monsters and Men – Beneth the Skin
2.    Sleater Kinney – No Cities to Love
3.    Algiers – Algiers
4.    Datura 4 – Demon Blues
5.    The Chills – Silver Bullet
6.    The Bevis Frond – Example 22
7.    Bill Fay – Who is the Sender
8.    Rocket From the Tombs – Black Record
9.    The Empire Strikes - 1983
10. Jon Spencer Blues Explosion – Freedom Tower
11. Paul Weller – Saturns Pattern
12. Darlene Love – Introducing Darlene Love
13. The Sonics – This is the Sonics
14. Father John Misty – I Love You Honeybar
15. The Dark Clouds – under the sun
16. Natalie Prass – Natalie Prass
17. The Waterboys – Modern Blues
18. You Am I – Porridge & Hotsauce
19. Gaz Combes – matador
20. Neil Young & Promise of the Real – The Monsanto Years


Best Live 2015
1. Radio Birdman - Alchemica - Bologna
2. Steve Winn & Cheap Wine - Trieste is Rock - Trieste
3. Shellac & Uzeda - Zoom Music Club - Marcellinara (Cz)
4. Bellini - Off Officine Sonore - Lamezia Terme (Cz)
5. Blonde Redhead - Unical - Rende (CS)

domenica 3 gennaio 2016

Recensione - Le Cronache di Nanna di Nunzio Scalercio - Teatro dell'Acquario 02.01.2016

Puntuale come il discorso di fine anno del Presidente della Repubblica, come i “turdiddri” e le “scalille”, la “pitta ‘mpigliata”, le “crucette” e le restanti tradizioni culinarie natalizie con sua maesta “u cuddrurieddru”, ancora una volta si è rinnovata al Teatro dell’Acquario, la messa in scena del nuovo spettacolo di Nunzio Scalercio. Il classico one man show dell’attore bruzio si è sviluppato secondo un canovaccio consolidato in cui il popolare webmastru ha ripercorso gli avvenimenti del 2015 cosentino che hanno fornito più di uno spunto per la sua pregevole arte satirica. Partendo dalle leggende che hanno riempito la cronaca politica e sociale locale degli ultimi dodici mesi, in cui realtà, finzione e mistificazione si intrecciano fino a confondere e confondersi, e che tradotte nel linguaggio bruzio diventano “na nonna”, Scalercio estrae dal cilindro un titolo geniale per lo spettacolo che, parafrasando una celebre saga fantasy, diventa “Le Cronache di Nanna – A quadara, nicola e ru stipu”. E come in tutti gli spettacoli che si rispettano, anche in questo il bersaglio è un famoso politico locale, citato con il solo nome di battesimo, ma perfettamente riconoscibile, che serve da filo conduttore per raccontare un anno di follie politiche che sembrano si siano sviluppate  per dare la stura ai monologhi, gli intermezzi musicali con le canzoni parodia e i classici doppiaggi “ara cusentina” che compongono gli spettacoli di Scalercio. In quasi due ore di spettacolo, l’autore cosentino mette in mostra tutta la raffinatezza di attento osservatore della realtà che lo circonda, per trasformarla in gag esilaranti dove la satira è tanto feroce quanto calzante, capace di mettere alla berlina i potenti di turno facendoli diventare personaggi grotteschi che suscitano tenerezza più che rabbia. Con la bravura che lo contraddistingue, Scalercio mostra di sapere stare “sul pezzo” inserendo all’ultimo minuto una efficacissima parodia di Piero Pelù alle prese con un accelerato corso di cosentino per rimediare alla gaffe dei peperoncini giallorossi, con cui si era presentato sui social prima del concerto di capodanno. Un esempio mirabile di come Scalercio sappia cogliere ogni minimo spunto della cronaca per trasformarlo in qualcosa di esilarante. Lo spettacolo si dipana per quadri, con inframmezzati interventi di alcuni ospiti che arricchiscono lo spettacolo. Annarita Laganà legge una rivisitazione scalerciana della favola di Cappuccetto Rosso, mentre il fido Antonello Anzani rilegge in versione cosentina “L’Isola che non c’è” di Edoardo Bennato, mentre a Francesca Florio è affidata la tenera e fantastica storia d’amore tra una buca ed un cordolo spartitraffico. Non manca l’intervento “esterno” richiesto da Scalercio ad altri autori attraverso la rete, con un pregevole intervento di Michele Giacomantonio che ha trasformato in una leggenda alcuni avvenimenti della politica cosentina, dell’anno appena trascorso. Tra imitazioni esilaranti (una davvero memorabile che non cito per non svelare uno dei momenti vincenti dello spettacolo), doppiaggi, cover musicali già proposte in altre occasioni, lo spettacolo scorre con ritmo incalzante, non dando alcuna tregua allo spettatore, trascinato da un quadro all’altro di uno spettacolo in un susseguirsi di situazioni comiche che mettono in mostra la genialità di Nunzio Scalercio. 
Lo spettacolo andrà in replica il 4 gennaio sempre al teatro dell'Acquario.

giovedì 24 dicembre 2015

La compilation di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty 2015

La compilation di Voci per la Libertà - 
Una Canzone per Amnesty 2015

 


In anteprima su Rolling Stone la tradizionale compilation prodotta da Amnesty International Italia e Associazione culturale Voci per la Libertà in collaborazione con il Mei (Meeting Etichette Indipendenti) ed edita da Materiali Musicali. Già da ora al link www.rollingstone.it potete ascoltare finalisti, premiati ed headliner della 18° edizione di Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty tenutasi a Rosolina Mare (Rovigo) dal 16 al 19 luglio 2015, compresi il Premio Amnesty International Italia 2015Mannarino con "Scendi giù” (in allegato foto di Silva Rotelli) e il Premio Amnesty International Italia Emergenti 2015 Adolfo Durante con “Libertà" (in allegato foto di Silva Rotelli).
Dopo l’anteprima sulla prestigiosa testata, lo streaming sarà anche sui siti di www.amnesty.it e www.vociperlaliberta.it, mentre la compilation fisica sarà disponibile gratuitamente in edizione limitata sui banchetti di Amnesty International Italia di tutto il Paese a partire da gennaio.

Minibio dei protagonisti della compilation Voci per la Libertà - Una Canzone per Amnesty 2015:
Alessandro Mannarino, Premio Amnesty International Italia 2015
"Scendi giù" del cantautore Mannarino è il vincitore della tredicesima edizione del Premio Amnesty International Italia, indetto nel 2003 per il migliore brano sui diritti umani pubblicato nel corso dell'anno precedente. Oltre 60.000 copie vendute con i 3 album "Bar della rabbia" (2008), "Supersantos" (2011) e "Al Monte" (2014). Vincitore del Premio Gaber e Premio Siae come miglior artista emergente. Ha vinto il Premio PIMI del MEI quale miglior artista indipendente dell’anno nel 2014. Due partecipazioni al Concertone del Primo Maggio di Roma. Un tour negli Stati Uniti e in Canada. Autore dell’arrangiamento della sigla di Ballarò e Vincitore al Magna Grecia Film Festival per la colonna sonora del film "Tutti contro Tutti".
Adolfo Durante, Premio Amnesty International Italia Emergenti 2015
Nato a Salerno, vive da molti anni in provincia di Mantova. Realizza nel 2006 "Mimì in… jazz", concerti per piano e voce insieme al pianista Stefano Calzolari, e nel 2012 "Stanza 219 e altre storie", collezione di brani di grandi autori riletti attraverso il proprio stile.
Interprete versatile e dal timbro vocale inconfondibile, Adolfo è in grado di affrontare repertori che spaziano dal jazz al rock. Al festival di Amnesty International Italia ha presentato il brano pop autoriale "Libertà", tratto dall’omonimo album "Libertà" (2014), scritto e prodotto da Enrico Andreini, con i testi di Sandra von Borries, che sottolinea l'importanza della libertà di espressione, religione e sessualità.
Marmaja (headliner)
Vent’anni di carriera per la band capitanata da Maurizio Zannato. Sei album di inediti all’attivo, svariate compilation, tantissimi tour e in più raccolte dal vivo e musicassette, ma un’unica ricerca nell’ambito del folk rock cantautorale più colto, coinvolgente e impegnato, che ha portato loro riconoscimenti da festival importanti. 
Nel 2014 vincono il Premio della Giuria Popolare con "Storia di qui", pezzo contro la tortura in tema con la campagna di Amnesty al quale è dedicata questa 18° edizione Stop alla tortura.
WDD & Michela Grena, Premio della Critica 2015
Progetto nato solo nel 2014 dall’unione di nomi storici e conosciuti nel panorama dub italiano: Michela Grena, voce dei B.R.Stylers e Wicked dub division, gruppo attivo da dieci anni.
La band compie una ricerca musicale, miscelando suoni caldi e ipnotici a sfumature più wicked e minimali. Dopo l’iniziale esperienza The rootical dub session, in omaggio al reggae roots delle origini rivisitato in chiave dub, WDD & Michela Grena si sperimentano creando brani inediti e uno stile personale, arrivando così a dare alle stampe la loro opera prima, "Dub Drops" (autoproduzione, 2015), che contiene "New Slavery", brano che evidenzia i nuovi tipi di schiavitù.
Syncage (headliner)
Nata nel 2008, la band è formata da giovanissimi membri provenienti da ambienti musicali molto differenti, particolarità che conferisce alle sonorità del gruppo grande ricchezza di spunti.
Il flauto, sdoganato nel rock progressive dai Jethro Tull, fa qui da contrappunto alla strumentazione elettrica classica e al violino, permettendo ai quattro di creare evocativi paesaggi sonori attraverso gli arrangiamenti. 
Nel 2013 a Voci per la Libertà vincono il Premio della Critica con "The Call Of The Lords", canzone dedicata all'odioso fenomeno dei bambini soldato, che vede i piccoli strappati alle famiglie e all'infanzia per essere impiegati nelle operazioni militari.
GolaSeca, Premio della Giuria Popolare 2015
I GolaSeca sono i vincitori del Premio Web di #vxl15 e per questo salgono direttamente sul palco del festival con la graffiante "Sud dei sud", sulle condizioni disumane di vita alle quali sono costretti i migranti. 
Forti di una grande esperienza live e conosciuti nella natia Sardegna per la musica a sostegno delle cause sociali, i GolaSeca, proprio in occasione della partecipazione a Voci per la Libertà, pubblicano la loro opera prima ufficiale "Gole del sud", otto tracce autoprodotte nelle quali mettono sapientemente in gioco il tradizionale folk rock, aprendosi a nuove influenze.
Mud (set acustico)
Dietro il nome Mud (fango) si cela Michele Negrini, frontman dei Terzobinario, band Premio Amnesty International Italia Emergenti nel 2009 e con due album all’attivo.
Il progetto di Michele nasce per raccontare storie di persone comuni attraverso uno sguardo che sa penetrare nell’animo umano e nelle ferite della società, usando un linguaggio musicale che incrocia blues, reggae e canzone d'autore. L’album d’esordio, "D'amore e di fango" (2015), è caratterizzato da sonorità delicate e leggere.
Malarazza 100% terrone (finalista)
La band, che fonde le sonorità più dure della musica d’oltreoceano a quelle tradizionali siciliane, ha all’attivo l’album "Sicilia mia" (autoproduzione, 2012). Già autori di Felicia dedicata a Peppino Impastato, a #vxl15 hanno presentato "Zio Pino", omaggio a Don Pino Puglisi.
Anna Luppi (set acustico)
È compositrice, musicista e cantante di origine mantovana. Nel 2007 fonda gli Idramante con i quali pubblica due album in studio, suonando anche in Francia, Spagna, Olanda, Slovenia, Austria, Stati Uniti e Germania. Nel 2014 debutta come solista con l'EP "In mare aperto", prodotto da Materiali Musicali e distribuito anche in versione spagnola con il titolo di En Mar Abierto; nel 2015 dà alle stampe il primo album ufficiale, l’omonimo "Anna Luppi".
Sul palco di Voci per la Libertà 2014 sale come vincitrice del Premio Web, essendo stata la più votata on line tra i primi iscritti al Premio Amnesty International Italia Emergenti.
Riki Anelli (finalista)
Il cantautore, già vocalist e bassista degli Isabelle Urla, ha vinto la Targa Repubblica.it nel 2013 e nel il Premio Anacapri Bruno Lauzi Canzone d’Autore nel 2014. A #vxl15 ha partecipato con "Ti porterò".

I vincitori del Premio Musica contro le mafie


Image
Dopo un lungo percorso iniziato a Settembre 2015 e le finali di Cosenza e Ascoli Piceno che hanno dato ai partecipanti il modo di poter vivere momenti importanti di condivisione con gli altri partecipanti e artisti ospiti, abbiamo finalmente i nomi dei “2 VINCITORI” del Premio “Musica contro le mafie” 6^ Edizione
I brani sono stati scelti tenendo conto del numero di voti delle giurie in sala delle fasi finali che hanno espresso le proprie preferenze.
Tutti gli iscritti avrebbero meritato di vincere un premio per la capacità di condensare in un brano musicale messaggi profondi e musica di qualità, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall’indifferenza dall’apatia e dalla rassegnazione. 
Mettersi insieme e condividere per costruire legalità, per costruire più partecipazione, per favorire forme di protagonismo come attenzione agli altri, per dare una mano a far capire a tante persone che è importante spendere 'NON la VITA per L'io ma L'io per la VITA'.

Anche quest'anno è stato difficile per i giurati di tutte le fasi scegliere tra i finalisti, tutti con brani di grande spessore, sensibilità e impegno concreto nella loro attività musicale.
I 10 Finalisti saranno tutti coinvolti nelle attività di “Musica contro le mafie” e nelle date del Tour che continueranno a portarci in giro per tutt’Italia sotto l'egida di Libera - "Associazioni, nomi e numeri contro le mafie".

I nomi dei vincitori e le motivazioni dei premi assegnati agli Artisti : 

Dinastia - “Chi gliel'ha fatto fare” :
"E se ti chiederai chi gliel'ha fatto fare - tu guarda il sole, poi guarda il mare - e se non trovi la risposta che cercavi - guarda gli occhi di tuo figlio e pensa al suo domani !"
Pippo Fava diceva: «A che serve essere vivi se non si ha il coraggio di lottare». Quando ci chiederanno "chi te l'ha fatto fare" pensiamo alle persone che vivono schiacciate nella loro libertà, nella loro dignità, che sono messe ai margini, che chiedono uguaglianza e giustizia; di fronte alla fatica e alla sofferenza di tanti non si possono fare solo parole e non si può restare inermi bisogna 'muoversi' e non solo 'commuoversi'. L'unità di misura dei rapporti umani resta la relazione, l'accoglienza, il mettersi in gioco per costruire percorsi che diano più dignità e libertà per tutti. Spendere la propria vita per costruire e condividere con gli altri vuol dire arricchire la propria esistenza e come dice Don Luigi Ciotti: "si riesce a costruirli questi percorsi solo se uniamo le nostre forze, le nostre energie, i nostri pensieri e anche le nostre passioni"


Nasodoble - “Cazz Boh!” :
"Cazz boh" dei sassaresi Nasodoble, è una riflessione sarcastica condita da un amaro riso sardonico; mette a fuoco il disastro politico, sociale, mafioso, militare e industriale della Sardegna e dell' Italia tutta negli anni zero. 
Dobbiamo trasformare la nostra indignazione in responsabilità. Molti mali del nostro Paese si sono sviluppati nell'ombra di un potere solo formalmente democratico, un potere che ha usato il segreto ben oltre i limiti ammessi dalla ragion di Stato. Tutto questo è sempre stato alleato con il grigiore delle coscienze, che dobbiamo risvegliare a cominciare dalle nostre. L'ironia intelligente e beffarda è un arma efficace e pungente che insieme alla cultura può svegliare le coscienze."Bisogna saper distinguere, per non confondere" – ci ricorda sempre Don Ciotti – "essere capaci non solo di trovare informazioni, ma di cercare sempre, andando in profondità. Dobbiamo conoscere per diventare più responsabili."


Quest'anno su segnalazione del "Club Tenco" è stata assegnata una ‘Menzione Speciale’ a:
Gaetano - 'L'Espertone Nazionale' 
"Non rassegniamoci a convivere passivamente con ciò che ci accade intorno, non rimaniamo a guardare, dobbiamo ribellarci all’impotenza per fare in modo che a esser normale non sia l’illegalità e la corruzione, le mafie e la furbizia, ma che a diventare normale con l’impegno di tutti, sia la trasparenza. Diffidare sempre di chi ha capito tutto, di chi sa tutto e di chi ha la risposta su tutto; c'è bisogno di continuare a cercare, conoscere ed approfondire avendo la consapevolezza della nostra quota di responsabilità. "I dubbi sono più sani delle certezze e porsi domande in un modo propositivo risulta molto utile nella ricerca della verità e della giustizia."


L'Associazione "Musica contro le mafie" ha assegnato una "Menzione Speciale" a : 
Francesco Bolognesi - 'In Ogni Momento'
"Il nostro Paese è "malato di delega": si danno sempre le colpe e le responsabilità agli altri. Si è cittadini a intermittenza e la legalità è malleabile. "In Ogni Momento"…c'è bisogno di un impegno costante perchè è possibile ricostruire una realtà sociale ed economica fondata sulla pratica della cittadinanza attiva e della solidarietà. La presa di coscienza deve tramutarsi in impegno quotidiano che non vuol dire solo comportarsi bene, ma anche non voltare la testa, non peccare di omissione e soprattutto non stare con le mani in mano."

Premi Speciali "Musica contro le mafie" assegnati dai Partner :

Premio assegnato da ACEP e UNEMIA:
(Stampa, Distribuzione Digitale e Fisica e Promozione di 1 Disco)
Fabio Cinque 


Premio assegnato da SMart-it:
(Concerto/Showcase a BRUXELLES, Città della sede capofila del progetto europeo SMart-it)
Francesco Bolognesi 


Premio assegnato da Mk Live :
(Tour Promozionale a cura dell’agenzia di eventi e booking Mklive)
Lennon Kelly


Premio assegnato da Riparte il Futuro:
Le Scimmie Astronauta – L'Amico 
("La corruzione inquina la vita politica e sociale, genera i disservizi, penalizza il diritto e la meritocrazia, mina la fiducia nelle istituzioni, e disincentiva gli investimenti, in particolare quelli provenienti dall’estero. A causa della corruzione il Paese perde importanti opportunità di sviluppo e lavoro, specialmente per i più giovani. La corruzione è la tra le cause principali della disoccupazione, fra i problemi più urgenti che siamo tutti chiamati a risolvere")


Premi assegnati da On Mag Promotion :
Meet'n'Radio : Misero Spettacolo – Maldestro 
Meet'n'TV : Diva Scarlet – Capobbanna

L’organizzazione e il coordinamento di “Musica contro le mafie”, vi invitano a restare collegati con le nostre pagine social e con il nostro sito per tutte le notizie.
Per proposte e adesioni alle date del Tour di “Musica contro le mafie” con stand, proiezioni del documentario, presentazioni, artisti aderenti e quant’altro scriveteci alle nostre email.
Per il Premio Musica contro le mafie 7^ Edizione vi diamo appuntamento a presto con tantissime novità e cambiamenti che saranno annunciati nei prossimi appuntamenti e premiazioni.

"Musica contro le mafie è un progetto che nasce con l'intento di unire sotto la bandiera della legalità le voci di tanti artisti italiani. Gli artisti diventano testimoni di un messaggio di impegno e consapevolezza, di riflessione e invito alla "cittadinanza attiva". La Musica, il più popolare e universale dei linguaggi, per veicolare messaggi profondi, per cantare e suonare desideri di giustizia, per scuotere dall'indifferenza dall'apatia e dalla rassegnazione. Musica contro le mafie è un contesto di cui tutti possono essere autori; un'associazione che grazie all'impegno degli artisti coinvolti dà sostegno ed è, a sua volta, sostenuta da Libera (Associazioni, nomi e numeri contro le mafie)." (coordinamento Musica contro le mafie)

domenica 18 ottobre 2015

Recensione Cheap Wine - Mary and the Fairy (Cheap Wine Records/IRD)

Alla  vigilia del ventennale di carriera, i Cheap Wine tornano sul mercato discografico con un nuovo disco dal vivo, il secondo della loro corposa discografia, che prosegue il filo conduttore degli ultimi album in studio che hanno contraddistinto la seconda decade di questi anni duemila. Perché pur essendo una collezione di canzoni naturalmente già edite, Mary and the Fairy può essere considerato un album compiuto a tutti gli effetti, per come si sviluppa la tracklist e per un mood molto intimo che riveste tutte le canzoni. L’idea di partenza di Marco Diamantini e compagni è stata quella di scegliere dal concerto registrato al Teatro Sperimentale di Pesaro lo scorso 30 aprile, otto canzoni che unissero brani tratti da album fuori catalogo da tempo come “Mary” da Ruby Shade (2000), “Behind the Bars” e “I Like Your Smell” da Crime Stories (2002), accanto a brani del repertorio più recente che nell’esecuzione dal vivo, godono di un arrangiamento diverso dalla versione in studio. Il disco è arricchito dalla veste grafica curata dal pittore Giuliano Del Sorbo, un’artista che come i Cheap Wine percorre una strada difficile , lontano dai circuiti dominanti e dalle logiche commerciali, per affermare la sua arte. Il risultato che le “tronie”, termine olandese che significa “volto”, molto diffuso nella pittura fiamminSpiritsga del Seicento, danno al disco è di grande impatto emotivo ed elegante allo stesso tempo, e sarà sicuramente amplificato nella versione doppio vinile dell’album che verrà prodotta verso la fine dell’anno in formato gatefold, per come auspicato da tempo dai fans che hanno gratificato la band con un massiccio numero di copie ordinate in pre order, e che per la prima volta porterà alla pubblicazione di un’opera targata Cheap Wine anche in questo formato. Molte sono le differenze rispetto al precedente disco dal vivo Stay Alive (2010), a partire dal formato singolo invece che doppio, dalla band sostanzialmente diversa nella formazione oramai stabilmente a cinque elementi, e con un suono non più diviso in parte elettrica e parte acustica, ma che media come atmosfera proprio per il fatto che il concerto da cui e tratto si è tenuta nella cornice di un teatro. Il disco si apre “Based on Lies” titletrack del penultimo album in studio che è diventata da subito una canzone manifesto della visione che i Cheap Wine hanno dei tempi in cui viviamo. Il brano mette da subito l’accento sulla maturità raggiunta dalla formazione pesarese, con la solida sezione ritmica che poggia sul drumming preciso e senza sbavature di Alan Giannini e sulle eleganti linee di basso di Andrea Giaro, mentre la chitarra di Michele Diamantini ed il piano Alessio Raffaelli giocano di rimandi scambiandosi il ruolo di conduzione del brano, integrandosi alla perfezione. La voce di Marco Diamantini  si attesta su registri più bassi e consoni alle sue potenzialità, rivestendo le canzoni di un colore inaspettato. Subito dopo arriva “Dried Lives” brano tratto da Spirits (2009) che mette in evidenza la crescita esponenziale che il suono dei Cheap Wine ha avuto dall’ingresso in pianta stabile di Raffaelli, con la canzone che viene letteralmente trasformata in meglio dal nuovo arrangiamento che mette ancora più in risalto la maestria chitarristica di Michele Diamantini che riesce a trovare una nuova vita molto di più adesso che “condivide” la leadership del suono con le tastiere di Raffaelli. Un aspetto che emerge con maggiore prepotenza nella successiva “Behind the Bars”  vero e proprio anthem della discografia dei Cheap Wine, colpevolmente lasciata fuori dalle scalette dei concerti (e anche dal live precedente) per troppo tempo, ma che per fortuna è tornata se non al centro, per lo meno ad occupare il ruolo che gli spetta, nel progetto live della band. Con il nuovo arrangiamento si può dire che ci troviamo davanti ad una canzone completamente nuova visto che il ruolo portante del brano viene assunto dal pianoforte che ne accentua la drammaticità del testo, amplificando il carattere nel lungo assolo centrale in cui Alessio Raffaelli mostra tutta la sua bravura, ed il valore che aggiunge ad una band di per sé già eccellente. Man mano che la scaletta del disco si dipana si coglie il senso compiuto di questo lavoro che come dicevo all’inizio ha un mood molto intimo che non si adagia sui facili territori di ricercare il consenso a suon di hits, ma punta tutto sulla qualità di una proposta senza tempo. Anche “I Like Your Smell” gode della nuova veste sonora con gli arpeggi di chitarra e la fisarmonica a sottolinearne la linea melodica. “La Buvese” è in un certo senso il brano più sorprendente, non tanto perché possa sembrare una canzone molto diversa dalla versione apparsa sull’album  Spirits, ma per quanto possa essere definita la canzone trainante dell’album, con la batteria di Alan Giannini ed il basso di Andrea Giaro che la rivestono di colori jazz mentre Michele Diamantini e Raffaelli swingano sostenendo il cantato di Marco Diamantini mai così ben messo a fuoco come in questo brano. Un brano propedeutico alla successiva “Mary” altro pezzo da novanta della discografia del gruppo, che arriva dal lontanissimo Ruby Shade (2000) che si sviluppa lungo i suoi dieci minuti nella cui parte finale la chitarra di torna prepotentemente protagonista per dare l’imprinting ad un suono che trova pochi eguali in Italia. “Waiting on the Door” spezza un po’ la tensione creata da “Mary” ma messa in questa posizione della scaletta sembra quasi voler mostrare le differenze tra il suono degli esordi e quello attuale della band, ed anche in questa veste mostra di essere la cosa più vicina ad un singolo uscita dalla penna di quel grande autore che è Marco Diamantini. Un momento di leggerezza che prepara il terreno al brano forse più intenso dell’intera discografia dei Cheap Wine. “The Fairy Has Your Wings (For Valeria) arricchito da un crescendo strumentale rispetto alla versione in studio, viene rivestito di nuovi colori nonostante il brano abbia poco più di un anno di vita, e sia una canzone perfetta, con la musica che non solo sottolinea la tristezza del distacco, ma riesce nel contempo a trattenere quanto di bello la protagonista ha lasciato nella vita dei Cheap Wine. Una chiosa perfetta per un album annulla e ribalta il concetto classico di Live Album.

mercoledì 7 ottobre 2015

"MARY AND THE FAIRY", il nuovo album live dei Cheap Wine - Esce mercoledì 21 ottobre

"MARY AND THE FAIRY", il nuovo album live dei Cheap Wine
Esce mercoledì 21 ottobre
Esce mercoledì 21 ottobre 2015 “MARY AND THE FAIRY" il nuovo album live dei Cheap Wine (distribuzione IRD) che arriva ad un anno di distanza da “Beggar Town” (uscito nel 2014).
Le canzoni di “MARY AND THE FAIRY” sono tratte da un concerto che i Cheap Wine hanno tenuto al Teatro Sperimentale di Pesaro, il 30 aprile 2015.
Nessuno dei brani contenuti in “MARY AND THE FAIRY” appare sul disco dal vivo precedente, uscito nel 2010 (“Stay Alive!”).
La band ha scelto alcune canzoni che fanno parte di album già da tempo esauriti e fuori catalogo e altre che, pur inserite in dischi recenti e ancora disponibili, dal vivo hanno un arrangiamento diverso rispetto alla versione dell’album di provenienza.
In sostanza, la principale intenzione dei Cheap Wine è stata quella di inserire in una pubblicazione discografica ufficiale 8 canzoni che continuano ad essere “pezzi” importanti dei concerti della band: canzoni che meritavano di essere ufficialmente documentate e che esprimono un lato molto significativo della personalità musicale dei Cheap Wine.
Brani che vengono suonati senza prestare attenzione all’orologio e si sviluppano istintivamente senza limiti, senza preoccuparsi del passare del tempo. 
Perchè le lunghe code strumentali, nella filosofia musicale dei Cheap Wine, non sono mai orpelli ornamentali, ma parte integrante della canzone.

La veste grafica di “MARY AND THE FAIRY” è stata curata dal pittore Giuliano Del Sorbo.
E' una sorta di coronamento di un percorso che Giuliano e la band stanno realizzando su strade parallele, nelle rispettive arti.
Come noi, Giuliano ha scelto una strada difficile, lontano dai circuiti dominanti e dalle logiche commerciali. La sua pittura è istinto, spirito, cultura. E' nutrimento per l'anima.
Ci eravamo incontrati già nel 2006, in una straordinaria serata a Carpiano, quando accompagnammo strumentalmente una sua incredibile performance di "action painting" che lasciò il pubblico a bocca aperta.
Per noi è davvero un grande onore avere le sue opere sulla copertina e nel booklet del nuovo CD.
I volti di Del Sorbo che appaiono nella grafica di “MARY AND THE FAIRY” sono “tronie”, termine olandese che significa “volto”, un genere molto diffuso nella pittura fiamminga del Seicento. Se il ritratto classico raffigurava volti di personaggi reali, le “tronie” si riferivano a visi immaginari, che non esistevano, frutto di fantasia: seguendo questa strada, il gesto pittorico di Giuliano Del Sorbo incontra le due figure femminili evocate dal titolo del disco.

L'edizione in vinile
Nel mese di dicembre, “MARY AND THE FAIRY" uscirà anche in vinile (doppio LP con copertina gatefold, apribile), in edizione limitata: 300 copie numerate e autografate dalla band e dal pittore Giuliano Del Sorbo che ha curato tutto l'impianto grafico, nobilitandolo con le sue straordinarie opere. Quest'ultima operazione è stata resa possibile dall'iniziativa dei Wineheads (i più appassionati fans dei Cheap Wine) che, attraverso l'organizzazione di un pre-order, hanno ottenuto un elevato numero di prenotazioni, in grado di garantire la copertura economica della stampa dei vinili.
 La scaletta di "MARY AND THE FAIRY":
- Based On Lies
- Dried Leaves
- Behind The Bars
- I Like Your Smell
- La Buveuse
- Mary
- Waiting On The Door
- The Fairy Has Your Wings

Il disco ha una durata di 60 minuti.

martedì 6 ottobre 2015

Mezzala – Irrequieto (The Prisoner Records/Believe Digital)

Giunto al secondo album solista dopo una lunga carriera che parte dai tardi anni 90 con i Laghisecchi e, passando per il progetto Nome e soprattutto con i Numero 6, Michele “Mezzala” Bitossi ha messo a punto uno stile pop ben definito che seppure possa non essere catalogato alla voce “musica leggera”, per via dei testi sempre ricercati e poco appetibili per il grande pubblico, ha sempre mostrato grandi potenzialità che tuttavia, come ben esplica il cameo di Zibba nel brano “Chissà” che chiude questo nuovo disco, non gli ha dato quel successo su vasta scala che meriterebbe, lasciandolo particolarmente irrequieto. E così Mezzala con questa nuova raccolta di canzoni, lancia una sfida a se stesso e al mondo della canzone italiana, assestando, a mio avviso, un colpo da KO. Diciamo subito che “Irrequieto” è un disco perfetto dalla prima all’ultima canzone che spinge l’ascoltatore in un mondo all’apparenza tanto retrò quanto moderno. L’idea di fondo dalla quale è partito Michele Bitossi è stata quella di realizzare un disco “alla vecchia” in cui l’autore dopo aver scritto le canzoni si affida ad un team di arrangiatori, produttori e musicisti che hanno rivestito i brani di una patina da collettivo piuttosto che da cantautore. C’è da dire che il lavoro realizzato da Ivan RossiTristan Martinelli insieme a tutti i musicisti coinvolti, risulta un valore aggiunto per queste canzoni dove ogni cosa risulta messa al posto giusto, dalle soluzioni armoniche agli arrangiamenti dove i fiati la fanno spesso da padrone, per dare al disco una veste soul molto contaminata e poco canonica ma non solo. La ricerca di avvicinarsi a certo cantautorato degli anni settanta (Graziani, Finardi, Battisti, Dalla citati in sede di presentazione) risulta particolarmente riuscita anche se non immediatamente riconoscibile, e questo non può che essere un pregio. “Irrequieto” è un disco magnificamente leggero nonostante tratti l’amore sempre dal punto finale, dove il protagonista maschile è quasi sempre “affidabile come il Genoa in trasferta” e responsabile per le cose che non vanno. L’apertura, affidata al primo singolo “le Tue Paure”, che ha anticipato il disco grazie anche un pregevole video romanzo arrivato a suscitare l’attenzione di Vincenzo Mollica ed approdare alla platea del TG1 della Rai. Merito non solo della regia di Francesco Lettieri, quanto della struttura di canzone perfetta dove testo, melodia ed arrangiamento si fissano immediatamente nella mente. E questo uno degli aspetti cruciali di questo disco, dove ogni singola canzone ha il potenziale da hit e basta scorrere la tracklist per accorgersene, nonostante non ci sia una canzone uguale all’altra e dove si possono trovare ritmi in levare (“Fino a Liverpool”), insospettabili richiami springsteeniani (come negli intermezzi strumentali di “A Chi Non Vuol giocare” che arrivano a cambiare decisamente il volto ad una canzone tipicamente italiana), coretti sixties (“Biodegradabile”) archi e fiati che si fondono alla perfezione (“L’Unica Ferita”). Un’altra delle canzoni più efficaci risulta essere “Capitoli Primi” il cui testo è stato scritto da Matteo B. Bianchi e rivestito in maniera magistrale dalla musica di Mezzala, tanto da poter essere evidenziata come una sorta di manifesto non solo per il musicista genovese, ma per chiunque si trovi superato da chi ottiene i riconoscimenti a lui destinati. Si può in definitiva dire che questa volta Mezzala è riuscito a realizzare un disco nel quale traspare tutto il suo amore per la musica, offrendo all’ascoltatore un prodotto ricco di suoni da scoprire ascolto dopo ascolto, prodotto e cesellato con cura e che farà esultare gli amanti della musica come un gol segnato sotto la gradinata nord.